Il debito ambientale

Buongiorno a tutti. Il mio editoriale di venerdì scorso https://m.milannews.it/l-editoriale/leo-prepara-altri-colpi-dal-mercato-la-risposta-piu-attesa-303494 ha raggiunto il record di 173.000 letture (!), per cui vi ringrazio ancora di cuore.

Earth day, nurses and a sick planet. Pop art retro vector illustration

Nel finale, mi sono permesso una divagazione sul tema calcistico, parlando dei problemi atmosferici e non solo, del nostro pianeta. La cosa ha suscitato approvazione e interesse, in particolare di Paolo Caruso, Dipartimento di Agricoltura, Alimentazione e Ambiente dell’Università di Catania. Con lui in questi giorni ci siamo scritti, allo scopo di realizzare un’idea che avevo da tempo: pubblicare con regolarità articoli relativi alla ricerca, alla cura, ai rimedi perché sono stanco dei servizi stucchevoli di tutti i notiziari, nessuno escluso, che si limitano a elencarci danni, temperature e consigli idioti (“non uscite di casa nelle ore centrali”, “mangiate frutta e verdura”) che ci vengono propinati da anni come a una massa di beoti. Da oggi iniziamo questa collaborazione, sperando di mettere il nostro piccolo mattoncino nella salvezza della nostra terra malata.

 

IL DEBITO AMBIENTALE

Paolo Caruso (Dipartimento di Agricoltura, Alimentazione e Ambiente dell’Università di Catania).

“Sostenibile è una società in grado di soddisfare i propri bisogni senza diminuire le risorse delle generazioni future” (Lester Brown, 1981)

“Lo sviluppo è sostenibile se soddisfa i bisogni delle generazioni presenti senza compromettere la possibilità per le generazioni future di soddisfare i propri bisogni” (Our Common Future – Report Brundtland, 1987).

Mercoledì primo agosto è stato l’Earth Overshoot Day 2018, ovvero il giorno in cui l’uomo ha consumato tutte le risorse del pianeta terra disponibili per quest’anno. Da questa data fino al 31 dicembre 2018 sovrasfrutteremo il pianeta vivendo a spese delle future generazioni.

La data viene calcolata ogni anno dal think tank internazionale Global Footprint Network (Gfn).

Per stabilire esattamente questa data vengono quantificate tutte le risorse necessarie all’uomo per mantenere il suo stile di vita quali alimenti, acqua, energia, emissioni di CO2, etc..

Questa data nel corso degli anni si sta progressivamente anticipando; nel 1971 primo anno di rilevazione di questo indice, l’Earth Overshoot Day cadeva il 21 dicembre e le risorse del pianeta erano sufficienti a soddisfare i fabbisogni di tutti gli umani. Oggi per mantenere questi stili di vita avremmo bisogno mediamente di 1.7 pianeta terra.

Progressione dell’Earth overshoot day dal 1970 ad oggi. Fonte: https://www.overshootday.org/

Ma attenzione questa data è il risultato della rilevazione media degli Earth Overshoot Day nelle diverse nazioni, ma stati molto piccoli, poco popolosi e a reddito medio elevatissimo come il Qatar e il Lussemburgo, hanno un’altissima impronta ambientale e se tutta l’umanità vivesse ai loro ritmi, la data fatidica cadrebbe nel mese di febbraio, al contrario, nei Paesi a ridotto sviluppo economico, la data di riferimento giunge nel mese di dicembre.

Ad esempio per soddisfare i consumi del popolo statunitense occorrerebbero cinque pianeti Terra, ma anche australiani, coreani del Sud e canadesi non sono da meno.

Calcolo dell’’Earth overshoot day’ nelle diverse nazioni, Fonte: https://www.footprintnetwork.org/

È da una cinquantina d’anni che l’uomo ha cominciato a consumare più di quanto i sistemi naturali riescano a rigenerare, per converso emettiamo un quantitativo di CO2 superiore a quanto assorbito da oceani e foreste, con tutti i prevedibili contraccolpi legati alla problematica dei cambiamenti climatici.

A pesare nel calcolo sono soprattutto il sistema dei trasporti e il consumo di cibo.

Secondo Mathis Wackernagel, capo del Gfn “le nostre economie stanno operando uno schema Ponzi con il pianeta terra. Stiamo usando le future risorse del pianeta per far funzionare il presente trascurando la crescita del debito ecologico”.

Ognuno di noi può contribuire a salvare il Pianeta attraverso delle scelte consapevoli. Il Global Footprint Network individua quattro campi d’azione raccolti nel #MoveThe Date.

Alimentazione

Attuare un regime alimentare che escluda gli allevamenti intensivi, eccessivamente inquinanti, grandi consumatori di acqua e suolo: se dimezzassimo il consumo di carne, l’Earth Overshoot Day si posticiperebbe di cinque giorni, e di altri 11 se dimezzassimo gli sprechi alimentari.

Smart cities

C’è la necessità di edificare smart cities con edifici compatti ed energeticamente efficienti.

Popolazione

Oggi sulla terra vivono oltre 7 miliardi e mezzo di persone, nel 2050 secondo le Nazioni Unite, saremmo ben oltre i 9 miliardi. È inevitabile che una crescita demografica di tale portata richieda enormi dotazioni di risorse naturali, per cui il controllo della natalità è un punto imprescindibile.

Consumi energetici

La carbon footprint, usata per stimare le emissioni di gas serra rappresenta il 60 % dell’impronta ecologica, tagliare le emissioni potrebbe permetterci di postdatare l’Earth Overshoot Day di oltre tre mesi.

Per cercare di porre rimedio a questa situazione prima che sia troppo tardi, occorre adottare soluzioni di buon senso e buone pratiche, quali l’adozione di una dieta più vegetariana, la riduzione degli sprechi e il riciclo dei rifiuti, cercando di veicolare questi suggerimenti al maggior numero di persone possibile.

 

Movimenti intorno al Milan

Un saluto a tutti. Scusate se ultimamente sto un po’ trascurando il mio sito, ma sono spesso in viaggio e vi racconterò presto cosa bolle in pentola. Ecco il consueto editoriale del venerdì, buona lettura e buon weekend. Mi trovate stasera in diretta su Sportitalia (Sky 225 DDT 60) dalle 23 alle 00.30 e domenica sempre in diretta su 7GoldSport (DDT 15) dalle 20.30 alle 23.30

https://www.milannews.it/l-editoriale/da-miami-a-mosca-qualcuno-si-sta-muovendo-ma-mr-li-non-molla-296888

La Juve ringrazi anche Berlusconi e Moratti

Nel settimo scudetto consecutivo della Juventus ci sono meriti indubbi e inoppugnabili: strutturali, strategici, sportivi. Questa società ricostruita sulle macerie di Calciopoli ha sbagliato in partenza, con campagne acquisti di quantità con poca qualità, tecnici inadeguati, progetti pretenziosi, ma ha rapidamente aggiustato il tiro e soltanto 6 anni dopo la serie B è riuscita a conquistare il primo titolo della serie, di fatto il primo vinto da Massimiliano Allegri il quale lo consegnò direttamente dalla sponda rossonera dove sedeva, Muntari o non Muntari. In questo settimo sigillo c’è comunque molto merito della lacunosa o addirittura scadente concorrenza, cui la Juve deve tributare un doveroso ringraziamento: in questa striscia eccezionale da campionati nordeuropei, fanno parte anche le avversarie le quali sono mancate clamorosamente in ogni virtù bianconera. Il Napoli, cui peraltro va il più sentito plauso, intravvede una chance concreta dopo 30 anni ma, dopo aver deliberatamente snobbato Coppa Italia, Champions League ed Europa League, ignora le opportunità del mercato di gennaio vagando miope tra Inglese, Verdi, Politano e restando alla fine a bocca asciutta. Su tutti i fronti. Con la sua rosa ridotta all’osso, un modulo invariabile nei 90′, una stanchezza palpabile psichica e fisica, una mentalità fragile e inadeguata, che sbriciola le ambizioni in 2 momenti precisi: Lazio-Juventus e Inter-Juventus, agitando fantasmi e alibi lontani dalla realtà che hanno indotto Sarri a non rivolgere nemmeno un forzato complimento ai rivali nel giorno del verdetto.

La Lazio è una rivelazione continua, così come un’Atalanta che ormai in verità da 40 anni (dai Bortolotti in poi) prosegue coerente con la sua politica, nella sua filosofia di gestione pur passando di mano in mano. Troppo umorali Roma, i romani e la Roma che per di più, azzeccando la maggior parte delle mosse di mercato, sbaglia però clamorosamente – anche per colpe non sue – le pedine-chiave della scacchiera.

La Juventus ha vinto nel 2018 il primo scudetto sofferto e sudato dopo quello del 2012. Anno in cui comincia a sfumare la concorrenza milanese con Inter e Milan che  sul podio non ci arrivano più nemmeno con il binocolo. Ecco a chi va infine il ringraziamento più sentito da parte degli juventini nel giorno del 34° scudetto: a Massimo Moratti Silvio Berlusconi i quali prima hanno incenerito con mano propria quanto avevano costruito, poi hanno lasciato in quelle straniere (nebulose e inesperte) un patrimonio depauperato, ridotto ai minimi termini dal punto di vista finanziario e sportivo. Ora che sono tornati così bravi e continui nel vincere, imparino a perdere risparmiandoci sceneggiate come nella notte di Madrid: commedie che amplificano le sue sventure europee in maniera persino più frustrante di quanto non dica il campo.

L’editoriale del venerdì dopo la delusione dell’Olimpico

Buongiorno e buon weekend a tutti. L’editoriale di questa settimana su MilanNews è dedicato alla pesante sconfitta dei rossoneri nella finale di Coppa Italia. Al di là degli isterismi e della cocente delusione, credo sempre sia necessaria una serenità di giudizio che non pregiudichi le capacità di analisi. Grazie per il vostro tempo, ci risentiamo presto.

 

https://www.milannews.it/l-editoriale/donnarumma-rodriguez-suso-e-il-centravanti-i-nodi-da-sciogliere-un-errore-il-silenzio-della-societa-dopo-la-batosta-dell-olimpico-294596