Altissimo


La mente umana. Debole ed eccelsa, vulnerabile e invincibile. Là dove l’uomo la conduce, verso il bene o il male. L’anima, tra odio e perdono, crudeltà o pietà. Amore. Attraverso ossessione e abnegazione, soffrendo il sacrificio e infine il trionfo al prezzo comunque elevatissimo della vita: condotta da due magistrali guide come Sean Penn e Mel Gibson, una storia epica tradotta con accurata raffinatezza e spietata, cruda energia. Un capolavoro dedicato alla nostra contraddittoria esistenza: nostra, di noi folli umani capaci di efferati delitti come di elevati riscatti. Di scienza e di crimine. Condanna e redenzione si inseguono in un sorprendente groviglio di prospettive. Così siamo: un miscuglio imprevedibile di energia sprigionata da anima e mente, appunto. Fino a che qualcosa, o qualcuno, ci aiuta. Riportandoci alla miserabile dimensione di affascinanti mortali e ci restituisce un’esistenza, dopo averla perduta.

I Villani

Presentato alla Mostra di Venezia, alle Giornate degli Autori, ‘I Villani’, il film di Daniele de Michele alias Don Pasta è un viaggio attraverso il paese alla ricerca dei prodotti nostrani e delle persone, contadini, allevatori, pescatori che lottano perché si conservino
L’agricoltore siciliano di Alcamo e la sua conserva “illegale”. I fratelli tarantini Galasso che alle due di notte partono per la pesca. La contadina e allevatrice trentina, che raccoglie le erbe selvatiche per venderle al mercato. L’allevatore dell’Irpinia con la figlia ventenne con le sue capre e i suoi formaggi. Sono quattro storie di resistenza, eroi della terra, i protagonisti di I Villani, il film d’esordio di Daniele De Michele che dopo anni di libri e spettacoli multimediali (Food Sound System) col nome d’arte di Don Pasta, approda ora al cinema presentando il suo documentario come Evento Notti Veneziane della 15esima edizione delle Giornate degli Autori.

 

 

Puoi baciare lo sposo

Pellicola molto divertente, ironica, accuratamente diretta da Alessandro Genovesi senza stereotipi né retorica. Una favola italiana, tale perché la Chiesa e la politica sdoganano i propri retaggi e i propri pregiudizi avallando non semplicemente un matrimonio tra omosessuali, ma una precisa scelta d’amore. In formissima il cast guidato da Diego Abatantuono, progressista che da padre si scopre conservatore, Monica Guerritore tenace e risoluta genitrice, uno strepitoso surreale Dino Abbrescia , le credibili e misurate (in ruoli di follia e leggerezza assai distanti tra loro) Diana Del Bufalo Beatrice Arnera, insieme al temerario frate Antonio Catania (disposto a celebrare le nozze) accompagnano nel loro percorso Cristiano Caccamo Salvatore Esposito intensi e perfettamente calati nella parte. Finale originale e gustoso, rende il film godibile e profondo nei suoi risvolti più delicati, attento a non superare mai il confine del garbo e offrendo svariati punti di riflessione.

La griffe è di Maurizio Totti, produttore con Colorado Film. Nelle sale dall’1 marzo.

 

 

http://www.mymovies.it/film/2018/matrimonio-italiano/

“TRE MANIFESTI” cruento, delicato, ottima regia, grandi interpretazioni: vale un Oscar

http://www.targatocn.it/2018/01/29/leggi-notizia/argomenti/overmovie/articolo/tre-manifesti-cristo-si-e-fermato-a-ebbing-missouri.html

Ho visto “Tre manifesti a Ebbing, Missouri“. Una strepitosa Francis McDormand da Oscar, madre senza pace nel risolvere il mistero della morte violenta di sua figlia. Per Woody Harrelson ho sempre avuto un debole, poliedrico, eclettico, sempre più credibile nei panni di un poliziotto. Diretti dall’eccellente regia (soltanto al suo terzo film) di Martin McDonagh. Infine un Sam Rockwell ispiratissimo e in formissima nei panni di un agente fobico.  Cruento, commovente, divertente, in un crescendo di sentimenti divisi tra giustizia, odio, vendetta, tocca con estrema efficacia temi profondi: la famiglia, la violenza sulle donne, il razzismo, il senso di abbandono in una città dimenticata dalle carte geografiche, eppure pulsante nella sua vita quotidiana e intrisa di retaggi antichi, abitudini dissolte, determinazione e ferocia nella difesa delle proprie radicate convinzioni o nel perseguimento dei propri obiettivi grandi o piccoli.  Sconsigliato a chi non ama il sangue, per tutti gli altri disco verde: vale eccome i premi già vinti e le nomination all’Oscar.