#askSerafini ogni sabato mattina su MilanTv

Cari amici, ho il grande piacere di annunciarvi che dal 10 marzo, ogni sabato mattina alle 11 risponderò in diretta alle vostre domande su MilanTv (Sky 230) nel programma #askSerafini I primi 10′ il dialogo sarà aperto a tutti attraverso la pagina Facebook del canale tematico https://www.facebook.com/MILAN-TV-WEB-525143570839167/

dopo di che sarà riservato soltanto agli abbonati. Un’opportunità che mi è stata offerta dal direttore della comunicazione della società rossonera, Fabio Guadagnini, col quale lavorai agli albori di Sky e che allora si chiamava Tele+2. Ho accettato con grande entusiasmo perché ritengo che il dialogo con i tifosi sia un momento di grande scambio e di conoscenza. Vi aspetto numerosi. Se non riuscirete a dialogare con me in queste occasioni, potete sempre farlo scrivendomi su questo sito o all’indirizzo mail lucapalogol@gmail.com

Un abbraccio a tutti! Luca

https://twitter.com/acmilan/status/972150023831080960

Una preghiera per Davide Astori

 

Rinviate le partite di serie A in programma oggi. Una giornata di dolore per la scomparsa del capitano della Fiorentina, il 31enne Davide Astori. Padre di famiglia. Una preghiera per lui e per loro

http://www.ansa.it/sito/notizie/sport/calcio/2018/03/04/capitano-della-fiorentina-davide-astori-morto-in-albergo-a-udine_98b33f0d-d0e3-4429-a244-c469169d6492.html

Puoi baciare lo sposo

Pellicola molto divertente, ironica, accuratamente diretta da Alessandro Genovesi senza stereotipi né retorica. Una favola italiana, tale perché la Chiesa e la politica sdoganano i propri retaggi e i propri pregiudizi avallando non semplicemente un matrimonio tra omosessuali, ma una precisa scelta d’amore. In formissima il cast guidato da Diego Abatantuono, progressista che da padre si scopre conservatore, Monica Guerritore tenace e risoluta genitrice, uno strepitoso surreale Dino Abbrescia , le credibili e misurate (in ruoli di follia e leggerezza assai distanti tra loro) Diana Del Bufalo Beatrice Arnera, insieme al temerario frate Antonio Catania (disposto a celebrare le nozze) accompagnano nel loro percorso Cristiano Caccamo Salvatore Esposito intensi e perfettamente calati nella parte. Finale originale e gustoso, rende il film godibile e profondo nei suoi risvolti più delicati, attento a non superare mai il confine del garbo e offrendo svariati punti di riflessione.

La griffe è di Maurizio Totti, produttore con Colorado Film. Nelle sale dall’1 marzo.

 

 

http://www.mymovies.it/film/2018/matrimonio-italiano/

Vado ad ascoltarli tutti (4/5)

https://www.termometropolitico.it/1289745_programma-europa-emma-bonino.html

IL PROGRAMMA E LA CAMPAGNA ELETTORALE DI GIORGIO GORI

 

 

Dicono che chi non vota è uno stronzo. Sono d’accordo. Il problema è che, come immagino a molti di voi, la maggior parte dei politici italiani mi danno la nausea. Quindi ho deciso di  ascoltarli tutti (o quasi) in questa campagna elettorale, se posso dal vivo, altrimenti in radio o in tv.

Ieri pomeriggio, giovedì 22 intorno alle 16, su RaiRadio1 ho ascoltato Giorgio Gori (con il quale ho lavorato a metà anni Ottanta nella redazione del quotidiano Bergamo-oggi), candidato alla presidenza della Regione Lombardia. In serata ha ascoltato Emma Bonino in onda su La7.

Come sempre, mi astengo dal commentare e vi invio i link dei loro programmi politici. Una buona serata a tutti voi

 

Allegri non troppo

Mercoledì 14 febbraio, ore 23. Nessuna cena per San Valentino. In onda in diretta, invece, su Sportitalia. Si comincia con il “Max processo”, discussione su Allegri dopo il 2-2 della Juventus in casa con il Tottenham. Se, dopo le mie prime battute, due colleghi arguti come Michele Criscitiello e Alfredo Pedullà mi riprendono all’unisono (“Non abbiamo capito se stai con Allegri o no”), è evidente che mi stia spiegando male. Quindi riprendo la parola con maggiore enfasi e, probabilmente, con argomenti più drastici. Non si può sostenere che il tecnico livornese non abbia meriti nella serie di successi bianconeri di questi ultimi anni: scudetti, coppe Italia, Supercoppe e 2 finali di Champions in 3 stagioni. Chapeau. Nessuno è perfetto e su questo punto mi sono scaldato. In Italia la Juventus non ha rivali dal 2013 (il Milan del 2011-’12 era più forte, ma sulla panchina rossonera c’era Allegri e quello scudetto lo perse, molto prima del gol non assegnato a Muntari), penso che anche Antonio Conte avrebbe vinto scudetti in serie, coppe  e supercoppe nazionali. Manca la controrpova, è solo una personalissima sensazione. Quest’anno in corsa c’è anche il Napoli: vediamo come va a finire.

In Europa invece la Juventus è arrivata fino in fondo, nel 2015 inchinandosi con onore al Barcellona e nel 2017 sparendo nella ripresa a Cardiff contro il Real Madrid. Credo che il limite di Massimiliano Allegri sia nella capacità di infondere motivazioni e, in qualche caso, nella gestione del gruppo per cui la società – che è una società forte e con le idee molto chiare – lo ha aiutato, indirizzato e protetto spesso. Per esempio, le numerose volte in cui in questi anni qualche suo giocatore lo ha mandato a quel paese, pubblicamente e platealmente: Higuain, Khedira, Dybala, Bonucci. O dopo la finale di Supercoppa persa a Doha contro il Milan, quando davanti alle telecamere e soprattutto ai suoi dirigenti, scandì bene: “Li prendo tutti a calci nel culo”. Non ho mai visto scene pubbliche così eclatanti nella storia della Juve degli ultimi 50 anni. Immagino lo stiano placando anche in queste ore, dopo il suo sfogo – francamente un po’ eccessivo, oltre che generico e assai poco motivato – dopo il pareggio di martedì in Champions. E’ strano che un allenatore che, dopo Cagliari, sta seduto sulle panchine di Milan e Juventus da 7 anni, non abbia ancora capito che puoi vincere 100 partite di fila, ma se ne perdi o ne pareggi una, si aprono i processi. Carlo Ancelotti ha stabilito il record assoluto di vittorie consecutive nella storia della Liga, eppure un mese dopo la fine di questa incredibile striscia, con la squadra in difficoltà anche per i molti infortuni, i tifosi al “Santiago Bernabeu” gli riservarono la pañolada, celeberrimo sventolìo di fazzoletti bianchi in segno di disapprovazione.

I grandi allenatori che ho avuto la fortuna di incontrare e conoscere nella mia carriera (cito Bearzot, Vicini, Sacchi, Hiddink, Mourinho, Capello, Ancelotti, Conte, Guardiola, Klopp, Trapattoni, Mancini ma ne dimentico qualcuno) erano lucidi, malleabili, riflessivi molto più dopo le rare sconfitte che nei momenti di festa. Anche Marcello Lippi tende ad essere nervosetto nei momenti negativi, forse è una prerogativa toscana. Fatto sta che ogni tanto un pizzico, ma proprio un pizzico di autocritica, aiuterebbe di più a capire la ragione di certe scelte e certi risultati, ma Allegri preferisce rovesciare le responsabilità di un solo mezzo passo falso sulle nevrosi dell’ambiente, ambiente che a suo dire comprende tutti nessuno escluso. Eppure lo ha fatto lui stesso con toni nevrotici. Eppure la calma è la virtù dei forti.