A proposito del pianeta (rassegna stampa)

https://www.greenme.it/mangiare/alimentazione-a-salute/30256-big-food-the-lancet


https://www.gamberorosso.it/notizie/apepak-limballaggio-per-cibo-fatto-con-cera-dapi/
http://ww.agrifoodtoday.it/filiera/biologico-italia-spagna.html

https://ilfattoalimentare.it/acqua-minerale-consumi-record.html



A proposito del pianeta (rassegna stampa)

https://palermo.repubblica.it/cronaca/2019/01/26/news/sicilia_boom_di_comuni_plastic_free_sono_la_meta_di_tutta_italia-217540713/

https://www.ambientebio.it/ambiente/green-economy/40358-batteria-al-grafene-contro-sfruttamento-delle-risorse-ambientali/

https://www.greenme.it/informarsi/ambiente/30141-10-years-challenge-ambiente-pianeta

A proposito del pianeta (rassegna stampa)

Anche in questo weekend vi propongo la rassegna stampa curata con l’amico Paolo Caruso. Una bella parata di opere firmate da uomini che lavorano non soltanto per difendere la nostra terra, ma per preparare un futuro migliore relativamente a clima e ambiente. L’ingegno umano spazia dall’Artico all’Italia, dall’Uganda fino in fondo al mare. Leggete come, all’ombra delle potenze che parlano ma non agiscono, gruppi di ricercatori, lavoratori, appassionati lavora alacremente per rimediare agli errori di tutti.

https://www.internazionale.it/video/2018/10/17/semi-conservati-artico

https://quifinanza.it/finanza/ambiente-per-litalia-arriva-il-primo-laboratorio-sottomarino-in-antartide/250399/

ahttps://www.architetturaecosostenibile.it/architettura/progetti/nel-mondo/house-for-trees-case-alberi-vo-trong-nghia-217

https://video.repubblica.it/socialnews/uganda-ecco-come-da-una-canna-di-bambu-nasce-una-super-bicicletta/324353/324971

A proposito del pianeta (rassegna stampa)

https://mail.google.com/mail/u/1/#inbox/FMfcgxwBVDHWtxRZxDFqVWPrKnhBNwpg

https://mail.google.com/mail/u/1/#inbox/FMfcgxwBTskvgdDfrRTTNtwMtwRxBRQW

https://ilfattoalimentare.it/impronta-ambientale-cibo.html

https://energycue.it/un17-eco-villaggio-sostenibile-copenhagen/12211/

ahttp://www.meteoweb.eu/2019/01/gli-scarti-delle-bevande-diventano-energia-rinnovabile-gruppo-illiria-e-la-sfida-sostenibile-nel-2018-generati-60-000-kwt-venduti-18-milioni-di-prodotti-a-km-zero/1204408/

a https://www.peopleforplanet.it/yacouba-sawadogo-luomo-che-ha-fermato-il-deserto/

https://www.repubblica.it/ambiente/2019/01/12/news/gli_oceani_si_riscaldano_sempre_piu_velocemente-216413783

Sprechiamo 3kg di cibo ogni anno … e non solo

Prima rassegna stampa del 2019 relativa alle cure per il nostro pianeta. Con l’amico Paolo Caruso abbiamo trovato un bel po’ di materiale, dagli eccessi degli italiani ma anche alle molte cose belle che facciamo nel nostro Paese, alle restrizioni francesi sui pesticidi. Buona lettura e … prendiamo esempio per le nostre piccole, grandi battaglie quotidiane!

https://thevision.com/attualita/spreco-alimentare-cibo/

ahttps://www.greenme.it/consumare/eco-spesa/29965-camilla-supermercato-autogestito-apertura

https://www.greenme.it/informarsi/agricoltura/29956-glifosato-francia-privati

La forza dei grani antichi

di Paolo Caruso *

  • * Direttore Associazione Simenza – Cumpagnìa Siciliana Sementi Contadine

Un recente studio di alcuni ricercatori spagnoli, dal titolo “Contribution of old wheat varieties to climate change mitigation under contrasting managements and rainfed Mediterranean conditions”, pubblicato sull’importante rivista scientifica “Journal of Cleaner Production”, rileva che le varietà di grani antichi rappresentano un possibile e promettente rimedio per mitigare gli effetti dei cambiamenti climatici.

Lo studio prende spunto dalla considerazione che circa l’11,2% delle emissioni globali di gas serra antropogeniche (GHGe) viene prodotto dalle attività agricole e che quindi è necessario mettere a punto strategie che ne permettano la riduzione.

Uno dei rimedi in grado di diminuire l’impatto dei gas serra è legato alla capacità che hanno i suoli di mitigare e prevenirne gli effetti negativi che sono la chiave per tentare di ridurre la portata dei cambiamenti climatici. In quest’ottica infatti è stata formulata l’iniziativa denominata 4×1000 che propone di combattere i cambiamenti climatici accrescendo il Carbonio organico dei suoli dello 0.4% annuo. Tali obiettivi possono essere raggiunti attraverso la gestione sostenibile dei terreni agricoli con l’adozione di pratiche volte a salvaguardare biodiversità e funzioni ecologiche degli agroecosistemi.

Diversi studi scientifici evidenziano che un incremento della sostanza organica nei suoli dell’1% l’anno, rispetto a quella attualmente presente per almeno 50 anni, nel nostro Paese, significherebbe un accumulo di quasi 50 milioni di tonnellate, pari al 10% circa delle emissioni nazionali di gas serra

Nello studio dei ricercatori spagnoli sono stati confrontati nel corso di un triennio, grani antichi e moderni coltivati con i metodi dell’agricoltura convenzionale e biologica, nelle tipiche condizioni pedoclimatiche mediterranee.

I risultati ottenuti attestano che l’impronta di Carbonio rilasciata dalle vecchie varietà di frumento era significativamente inferiore rispetto ai moderni, 144 g anzichè 263 g di CO2 per kg di granella prodotta in regime di agricoltura convenzionale, mentre con le tecniche di coltivazione biologica questo valore scendeva da 29 a  -43 g.

Da quanto riportato nella pubblicazione si evince che i grani antichi coltivati in regime di agricoltura biologica, in virtù dei ridotti input energetici, sono addirittura a impronta di carbonio negativa, ovvero con i propri residui organici riescono a catturare nel suolo più anidride carbonica di quella necessaria alla loro produzione.

Questa considerazione sommata alle lavorazioni conservative, a un corretta gestione delle rotazioni agronomiche e a naturali apporti di sostanza organica, pone i grani antichi come possibili protagonisti di una strategia atta al contenimento degli effetti dei cambiamenti climatici.

Ovviamente questa ricerca, malgrado fosse stata pubblicata su una delle più prestigiose riviste scientifiche del settore, non ha ottenuto l’eco mediatico che pubblicazioni di segno opposto sono riuscite a conquistare.

Infatti, poche settimane fa, sui principali mezzi di informazione sono stati riportati con particolare enfasi e senza adeguati approfondimenti studi come quelli pubblicati sulla rivista Food Research International dal titolo “Comparison of gluten peptides and potential prebiotic carbohydrates in old and modern Triticum turgidum ssp. Genotypes” a firma di ricercatori del Centro di ricerca Cerealicoltura e Colture industriali del Crea di Foggia e delle Università di Modena e Reggio Emilia e di Parma o come la ricerca pubblicata su Nature ad opera di un gruppo di scienziati svedesi, che rilevava un presunto superiore impatto ambientale dell’agricoltura biologica rispetto all’agricoltura convenzionale.

Questo clamore mediatico giova particolarmente a chi, forte del proprio potere economico e della consolidata posizione di mercato, si oppone strenuamente all’ipotesi di uno sviluppo agricolo all’insegna della sostenibilità ambientale e della salubrità degli alimenti prodotti, il che pone dei seri interrogativi circa l’attendibilità e l’imparzialità di alcuni mezzi di informazione sempre pronti a schierarsi con il più forte.

Il netto incremento di interesse per gli alimenti salutistici e la conseguente significativa crescita del consumo di alimenti a base di grani antichi, quasi sempre associati ai metodi di coltivazione biologici, sta infatti risultando indigesta a una platea di produttori e trasformatori di grani moderni, che vedono ridotte, anche se ancora in modo marginale, le loro tradizionali fette di mercato.

Ovviamente la loro capacità di condizionare una certa stampa è tale da consentire di traviare verità e risultati scientifici, amplificando o riducendo, a seconda delle convenienze, la loro portata, causando danni ai consumatori che rimangono disorientati nelle scelte e agli agricoltori che credono in un’agricoltura sostenibile in grado di produrre alimenti sani e rispettosi della biodiversità e dell’ambiente.

A proposito del pianeta (rassegna stampa)

Come ogni settimana, sperando abbiate trascorso un sereno Natale, ecco la rassegna stampa con gli articoli più interessanti sul tema riguardante il nostro pianeta malato, trovati o segnalati dell’amico Paolo Caruso.

https://www.greatitalianfoodtrade.it/salute/fanghi-tossici-nel-decreto-genova-abrogare-subito

http://www.repubblica.it/ambiente/2018/09/10/foto/ocean_cleanup_si_parte_il_gigantesco_tubo_antiplastica_lasciato_la_baia_di_san_francisco-206084661/1/

shttp://www.affaritaliani.it/blog/sguardo-rosa/qual-il-vero-prezzo-che-paghiamo-per-la-fast-fashion-578408.html

https://www.greenme.it/informarsi/agricoltura/29828-clementine-distributori-automatici

A proposito del pianeta (rassegna stampa)

Eccoci all’appuntamento con gli articoli più interessanti della settimana relativi alla salute del nostro amato pianeta, che purtroppo non tutti conoscono e curano con la dovuta attenzione. Vi segnalo la mappa italiana dell’inquinamento e un rapporto dettagliato su Katowice, attraverso due significativi report. Grazie come sempre per la collaborazione a Paolo Caruso

https://www.greenme.it/informarsi/ambiente/29738-cop24-usa-kuwait-russia-report

https://www.lifegate.it/persone/news/cop-24-katowice-greta-thunberg-cambiamenti-climatici

https://www.corriere.it/esteri/18_dicembre_15/clima-raggiunto-compromesso-katowice-26d82ef6-00af-11e9-8adf-e9de349ac71d.shtml

A https://www.lastampa.it/2018/12/15/scienza/miliardi-di-pezzi-di-microplastica-sfuggono-ai-depuratori-ZGZGLiyln54geRauEBMrSN/pagina.html

https://energy.lifegate.it/blog-gas-e-luce/mappa-inquinamento-vita-2018/

CIELS Milano #LadyStalker

Splendida mattinata al Campus Universitario CIELS di Milano. Grazie al direttore Daniele Gallo e a Stefania Oggioni, traduttrice dei testi originali, ho presentato a più di 120 tra studenti e studentesse Lady Stalker, il mio libro edito dal Gruppo Albatros-Il filo. Incontrare i giovani è sempre corroborante, rispondere alle loro domande un modo per aiutarli sulla strada che li attende e che noi abbiamo già percorso. Grazie di cuore a Daniele e a tutti i ragazzi per questa esperienza straordinaria.