Arrivederci Azeglio, caro amico, gentiluomo testone e leale

http://www.corriere.it/sport/18_gennaio_31/morto-azeglio-vicini-ex-ct-nazionale-italia-90-882dc030-065a-11e8-8b64-d2626c604009.shtml

Avevo 17 anni e lavoravo in cronaca nera, ma lo sport e il calcio li avevo già nel sangue. Nel poco tempo libero tra lo studio e la gavetta a Brescia (città dove vivevo da qualche mese con la mia famiglia) mi tuffavo in stadi e palazzetti con taccuino microfono in mano. Basket rugby calcio, non faceva differenza, dove serviva andavo, persino pugilato perché in quel periodo imperversava Natale Vezzoli, campione superpiuma di Gussago. Scrivevo per il quotidiano del pomeriggio “La Notte” e collaboravo per l’emittente privata “Brescia Telenord“. Quest’ultima aveva la redazione nel seminterrato di un palazzo del nuovissimo quartiere “Brescia 2” dove, in uno dei piani alti, viveva Azeglio Vicini, C.T. della Nazionale azzurra Under 21. La prima intervista me la concesse quando ero ancora minorenne, nel salotto del suo appartamento, con la signora Ines che andava e veniva con acqua e caffè. Da allora un’amicizia profonda e un grande legame affettivo, che condizionò la mia capacità di critica nei confronti del suo lavoro. Ogni qualvolta mi trovassi in difficoltà, ogniqualvolta accadesse qualcosa di importante nel calcio, mi bastava citofonare: “Azeglio, puoi scendere in studio 5 minuti?”. Mai un no. Mai. Fin quando un giorno mi rese un ragazzo felice: “Fammi tu un favore oggi, accompagnami a Mompiano a vedere il Brescia”. In tribuna seduto vicino al C.T. Tornai a Milano e la nostra frequentazione si diradò, senza affievolire il rapporto. Anni dopo lo intervistai persino in spiaggia, nella sua Romagna, seduto sulla sdraio.

Testone, cocciuto direi, ciarliero, barzellettiere inesauribile, compassato ma deciso, più distinto che elegante, mi sorprese quanti pochi consigli mi elargisse e invece quante domande mi faceva, chiedendomi opinioni su tutto per poi affermare la sua. Ha vinto tanto con una sapienza e una conoscenza calcistica straordinaria, meritandosi le soddisfazioni. Come uomo, non meritando invece le aspre critiche dopo il 3° posto a Italia ’90 che forse ricordiamo tutti più con dolcezza che con delusione. Ricordo l’uomo, non il C.T. Perché è l’uomo Azeglio che mi mancava e mi mancherà.

Arrivederci, caro amico mio.