Sorpresa: i bambini chiedono regali da adulti

Non avevo le idee molto chiare. Sono andato nel negozio di abbigliamento di un mio amico d’infanzia, ma abbiamo potuto soltanto bere un caffè e fare due chiacchiere perché non ha più la linea per bambini “da almeno 20 anni”. Pensare che vado spesso da lui… Non me n’ero accorto. Testa tra le nuvole non si può dire, perché ormai a Milano c’è sempre il sole anche a Natale: non è una gran cosa, anzi stranisce non poco. Allora ho ripiegato su un grande centro commerciale dove tra giocattoli e libri qualcosa per i figli dei miei amici avrei trovato. Una mezza dozzina in tutto. Difficile scegliere però, così ho telefonato alle mamme. Cosa posso prendere a Edoardo, 8 anni? “Legge libri, personaggi e storie di scienze”. E sua sorella Angelica, 6 anni? “Ama disegnare”. Poi un’altra telefonata: “Cosa piace a Giancarlo, 8 anni? “Adora i libri di Asterix, lascia perdere i giocattoli”. Invece a Ginevra, 6 anni? “Lei ama le favole di principi e fate, ma anche i trucchi finti”. Terza telefonata. Stavo scegliendo un regalo per Beatrice, 4 anni: “Prendile un bel libro da colorare”, suggerisce la madre, “se ci sono anche i testi va bene: sa già leggere”. Ora mi mancano soltanto le gemelle, Benedetta e Lodovica,7 anni: “Leggono, oppure disegnano. Quindi libri o set di matite e pennarelli, come vuoi”.

Sorpresa. Tutti questi bimbi li ricordavo attratti e stregati da tablet e smartphone dei genitori, alle gemelle quando avevano 3 anni ho regalato un computer per adolescenti, tanto erano avanti nella manualità (assai più di mamma e papà). E invece. Sono cresciuti. I bambini adesso leggono. Leggono fiabe e fumetti, come me alla loro età. Asterix. Quasi lo avevo dimenticato, lo amavo quanto Giancarlo. Leggono storie di scienziati. Disegnano, con le matite o i pennarelli. Leggono e disegnano. Non ho figli, non avrei mai pensato.

Di sicuro, ne avessi avuti, avrei cercato di fare in modo che anche i miei chiedessero a Babbo Natale libri e tavolozze. I maschietti giocano persino a pallone, e non solo nelle scuole calcio o nei club: li portano all’oratorio. Esistono ancora gli oratori. Non è una questione di malinconia o nostalgia fini a loro stesse, tutt’altro. Trovo queste scoperte rassicuranti. Sento dire da più parti, con allarmismo, che la prossima generazione sarà robotizzata al confine con la lobotomia. Balle. Sarà invece ancora, eccome, in grado di sognare. Grazie ai loro genitori, capaci (in questi casi almeno) di aver trasferito usi e abitudini sane come lo sono leggere e disegnare. Un regalo da adulti: questo sembra far felici molti bambini. Ha reso felice anche un adulto che lo ha scoperto.