“TRE MANIFESTI” cruento, delicato, ottima regia, grandi interpretazioni: vale un Oscar

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Ho visto “Tre manifesti a Ebbing, Missouri“. Una strepitosa Francis McDormand da Oscar, madre senza pace nel risolvere il mistero della morte violenta di sua figlia. Per Woody Harrelson ho sempre avuto un debole, poliedrico, eclettico, sempre più credibile nei panni di un poliziotto. Diretti dall’eccellente regia (soltanto al suo terzo film) di Martin McDonagh. Infine un Sam Rockwell ispiratissimo e in formissima nei panni di un agente fobico.  Cruento, commovente, divertente, in un crescendo di sentimenti divisi tra giustizia, odio, vendetta, tocca con estrema efficacia temi profondi: la famiglia, la violenza sulle donne, il razzismo, il senso di abbandono in una città dimenticata dalle carte geografiche, eppure pulsante nella sua vita quotidiana e intrisa di retaggi antichi, abitudini dissolte, determinazione e ferocia nella difesa delle proprie radicate convinzioni o nel perseguimento dei propri obiettivi grandi o piccoli.  Sconsigliato a chi non ama il sangue, per tutti gli altri disco verde: vale eccome i premi già vinti e le nomination all’Oscar.